Raffele Cavicchi, uno stile inconfondibile tra fotografia e capi vintage.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare vis à vis Raffaele Cavicchi, influencer dagli albori e fotografo di professione. La sua particolarità artistica è la capacità di creare una simbiosi perfetta tra la sua passione per la fotografia e quella della moda. Negli ultimi anni si è avvicinato e appassionato ad una nicchia del settore fashion davvero particolare, quello del vintage militare e del Denim. Grazie alla sua profonda conoscenza in materia di “fashion vintage” ha creato gruppo di influencer appassionati, che come lui trattano questa nicchia di moda emergente.

Definisciti con 3 aggettivi!

Pignolo, esteta e vanesio.
Caratteristiche personali che ovviamente incidono molto nel mio lavoro. Sono pignolo nella cura per il dettaglio, sia nella scelta di abbinamento tra i capi sia nella parte fotografica, ogni cosa è studiata e mai lasciata al caso. Esteta in quanto mi piace tutto ciò che è bello, quindi sicuramente è un fattore che traslato nella scelta del capo mi orienta ad indossare delle particolarità che non passano inosservate. Poi ovviamente per piacere agli altri devi prima piacere a te stesso e su Instagram per farti una community piacere è un fattore determinante, quindi ben venga anche il mio lato vanesio.

Come hai costruito la tua presenza su Instagram? Come nasci?

Mi sono iscritto su Instagram agli albori, direi dalla sua apertura. Ho iniziato a postare da subito e inizialmente le foto le facevo con lo smartphone. All’epoca Instagram non era saturo e competitivo come adesso e l’algoritmo funzionava diversamente, tant’è che la mia costanza di pubblicazione di contenuti mi è stata premiata direttamente da Instagram facendomi diventare profilo suggerito. Questo mi ha permesso ovviamente di scalare in fretta, conta che la mattina mi svegliavo con 1000/1500 follower in più, ero intasato di notifiche. Ero a tutti gli effetti sotto i riflettori, infatti da li è nata la mia prima collaborazione con i brand, tra l’altro un brand molto grosso, Samsung Corea.

Ok, ci hai incuriositi, raccontaci meglio!

All’inizio pensavo fosse spam, cioè, era una mail in coreano. Poi per curiosità traduco ed effettivamente stavano cercando due persone in Italia e in generale in tutto il mondo per il lancio di Samsung Galaxy Camera, una fotocamera con SIM che ti permetteva di scaricare applicazioni Android. Quindi iniziai la collaborazione come “Imagelogger” (un misto tra blogger e immagine), il mio compito era appunto quello di fare delle foto secondo la loro linea comunicativa. Lavorai con loro per alcuni anni e iniziai a girare molto in tutta Europa, la remunerazione non era altissima ma mi davano tutte le macchine fotografiche e gli obbiettivi, così passai da “Mobile Photographer” a scattare con le mirrorless della Samsung. Lavorare per loro mi dette un’esposizione mediatica maggiore, ero su loro blog, così la mia rete di follower e contatti si fece sempre più grande.

Altri tipi di collaborazioni singnificative?

In occasione del “Pitti”, una delle più grandi ed importanti fiere di moda uomo al mondo, ho contattato un importante influencer italiano nel campo della moda maschile, Gentlemen_wear_daily. Abbiamo iniziato una collaborazione che si è mantenuta per un paio di Pitti seguenti, io mi occupavo della parte fotografica, mentre lui era oggetto degli scatti. Ho fatto anche un po’ di scatti per Alessandro Squarzi (è considerato globalmente un’icona di stile), poi ho iniziato a collaborare con alcuni brand di nicchia.

Ok, adesso raccontaci di più sul gruppo del fashion vintage che hai creato!

Ho creato quella che ci piace chiamare “La Gang del Vintage”, siamo appunto un gruppo di ragazzi appassionati del genere e siamo dislocati geograficamente tra Milano, Napoli, Trieste ed altre parte d’Italia. Seguiamo questa tendenza di mescolanza tra pezzi di luxury e pezzi vintage, in quest’ultimo caso dietro alla scelta del capo c’è un gran lavoro di ricerca che richiede molto tempo, soprattutto nell’individuare il canale di nicchia che dispone di capi così limitati. La nostra meticolosa ricerca tra selezione e abbinamento dei capi ci ha fatto finire su Vogue di tutto il mondo, questo ci ha permesso poi di lavorare direttamente con i fornitori dei capi vintage.

La giacca che indossi in questo momento? È un pezzo ricercato?

Questa è una giacca dell’esercito svedese del 1940, come puoi vedere in perfette condizioni, si tratta di avere un pezzo di storia addosso. A casa invece ho una giacca da lavoro francese del 1930 con i bottoni in legno, ma anche i jeans che indosso sono qualcosa di particolare, sono del 1954.

Raffaele Cavicchi durante l'intervista per Minfluencer.BLOG
Raffaele Cavicchi durante l’intervista per Minfluencer.BLOG

Che consiglio daresti a chi volesse iniziare una carriera da influencer in ambito fashion?

Io sono partito da un contesto “agevolato”, quando ho iniziato l’ambiente non era così saturo e competitivo, quindi il modus operandi che ho adottato potrebbe non avere lo stesso successo su un profilo che cerca di inserirsi nel contesto attuale. Tutto sommato però, ci sono degli accorgimenti fondamentali sempre validi per accrescere continuamente la propria community, che io in primis adotto.
Tantissime stories, deve sviluppare e mantenere una presenza costante attraverso questo strumento, è una strategia che empiricamente si dimostra valida e fa accrescere il proprio profilo. Inoltre, è importantissimo specializzarsi in qualcosa di particolare, senza vagare. Ad esempio: maglioni di lana, giubbotti in pelle, insomma, deve avere qualcosa di specifico e ben definito, ma cosa ancor più importante è interagire con la community che ti crei. L’interazione è un fattore che l’algoritmo valuta positivamente dandoti più visibilità!

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