Federica Xotti, vivere viaggiando con Travelliamo.me

I numeri sono certamente differenti, ma la storia di Federica segue un percorso analogo a quello della famosa fondatrice di “The Blonde Salad“, iniziando da un blog, arrivando sui social di massa e iniziando a collaborare con i brand. Federica è una nostra vecchia conoscenza, viene da un paesino di provincia come il nostro, ma la strada che ha percorso (soprattutto i km che ha fatto) l’ha portata lontana, ed è un piacere poter raccontare la sua avventura a distanza di così tanto tempo. Non aggiungiamo altro perché la sua dimestichezza dialettica, oltre a renderla un’abilissima storyteller, rende questa intervista coinvolgente ed esaustiva senza bisogno di altre aggiunte.

1) Dimmi tre parole per definirti

Tre parole per descrivermi? Determinata, creativa e curiosa.

Determinata perché senza la determinazione non sarei potuta arrivare dove sono, venendo da una piccola realtà non è stato facile emergere ma soprattutto trovare le possibilità di farmi conoscere e far vedere cosa so fare. Ho sempre creduto in un sogno in cui nessuno credeva, per cui inizialmente venivo anche un po derisa e posso dire che grazie alla mia determinazione ho trasformato la mia passione in un lavoro.
Curiosa perché fondamentalmente ci vuole la curiosità per buttarsi in un mondo che nel 2011- 2012 era del tutto inesplorato, quello del digital marketing e della creazione di contenuti che non avevano nemmeno questo nome. Per esempio, iniziare a creare dal nulla un sito guardando i tutorial di YouTube sicuramente ci vuole parecchia curiosità per farlo, voglia di imparare che comunque mi spinge ancora oggi a cimentarmi in cose nuove. Quindi sicuramente curiosa e creativa è una condizione equa per chiunque voglia lavorare nel mondo della creazione di contenuti. Bisogna comunque avere uno spirito creativo per veicolare nella maniera migliore messaggi delle varie campagne che mi vengono sottoposte e per creare quelli che sono i contenuti fotografici, video ecc.

2) Per chi ancora non ti conoscesse, parlaci un po di te.

Ho ventisette anni, classe 92. Sono nata e cresciuta in un paese in provincia di Udine, una piccola realtà che inizialmente mi stava davvero molto stretta. Ho sentito fin da subito la voglia di evadere, di conoscere posti nuovi, persone nuove e così ho iniziato a viaggiare. L’inizio è stato piuttosto tardivo perché la mia non era una famiglia di viaggiatori abituali e quindi in realtà pensa, il primo aereo l’ho preso quando avevo 18 anni, la settimana seguente era già tanta la voglia di viaggiare e di conoscere. Ho iniziato quindi a scoprire il mondo ed è nata in me anche la voglia di condividere tutto ciò che vedevo e facevo, volevo fondamentalmente raccontarmi, raccontare e condividere con gli altri quelle che erano le mie passioni. Dall’iniziale passione per i viaggi poi e nata quella per la fotografia, nell’immortalare paesaggi, momenti… con la fotografia anche la scrittura che in realtà è sempre stata un po’ anche un mio pallino. Da qui è nato il sito ed è stata la mia prima creatura, perché appunto i social ancora non c’erano e non erano usati ed inflazionati come adesso. Dal blogging ossia dallo storytelling scritto, mi sono poi sviluppata seguendo il corso naturale delle cose.

Ho colto probabilmente anche i momenti giusti, quindi il passaggio a Facebook il passaggio successivo ad Instagram ed ho capito che da tutto ciò si poteva fare del business… come? Non lo sapevo. Non c’era una strada già scritta, sopratutto perché era una strada che ancora doveva essere percorsa e sicuramente ho avuto anche fortuna nel trovarmi al posto giusto al momento giusto. Ci è voluto anche tanto impegno nel cercare di coniugare quelli che sono stati i miei studi; io comunque sono laureata in scienze del turismo a quello che volevo diventasse il mio lavoro e che effettivamente è diventato. Avrei potuto fare questo lavoro senza laurearmi?? Probabilmente si, ma sono comunque contenta di aver studiato e di essermi creata una base culturale che sicuramente mi aiuta e mi rende più pronta a relazionarmi con il mondo in generale. Adesso mi potete trovare un po’ ovunque, sul sito che continua esistere, su Facebook e su Instagram nel feed e tramite le Instagram stories.

3) Sappiamo che nasci prima come blogger che come influencer, parlaci di cos’è e di come è nato Travelliamo.

Allora…Travelliamo.me nasce ufficialmente nel 2013 come sito. Inizialmente non aveva l’aspetto attuale perché la prima versione era diciamo home made, creata interamente da me. Sostanzialmente ho guardato moltissimi video YouTube nel tentativo di creare qualcosa di decente tra codici HTML ecc, fondamentalmente è nato da una voglia di raccontarmi di far sentire la mia voce, di condividere, di cercare anche di portare con me nel mondo facendo viaggiare con la fantasia anche tutti coloro che fondamentalmente non ne avevano la possibilità. Ho iniziato a ricevere fin da subito ottimi feedback, forse perché comunque sono stata non dico una delle prime ma quasi, ho iniziato condividendo articoli, scatti, diari di viaggio che poi sono andati modificandosi diventando sempre più specifici e SEO friendly. Ho quindi sicuramente iniziato ad imparare quelle che sono le skill dal punto di vista tecnico, quindi scrivere un articolo in ottica SEO significa far si che questo articolo venga indicizzato sui motori di ricerca e venga poi trovato dalle persone che cercano delle informazioni in rete. Il sito si è poi evoluto quando è stato notato dalle persone giuste, quelli che sono stati i miei primi clienti. Anche se al tempo nel mondo digital non giravano i budget che ci sono ora (e quindi si parla di tour operator) , grazie agli enti del turismo con cui ho iniziato a fare i primi viaggi sponsor ho potuto continuare a creare i contenuti che successivamente mi hanno permesso di sviluppare tutto quello che è il mio background.

4) La tua storia da influencer potrebbe trovare un’analogia con quella della Ferragni con “The Blonde Salad”. Dicci, conta ancora tanto avere un Blog?

Se attualmente conti avere un blog è una bella domanda… per me, per quanto mi riguarda, credo sia fondamentale ma non perché attualmente sia una concreta parte di business, è ovvio o forse lo è per me che ci lavoro. La maggior parte del business attuale si sviluppa su Instagram, quindi i grossi budget girano li. Succede che mi vengano anche commissionati degli articoli, più spesso gli articoli sul blog fanno parte di pacchetti di contenuti molto più ampi e quindi mi permettono di sviluppare delle campagne a 360 gradi, infatti il pubblico che c’è su Instagram non è quello che c’è su Facebook, quello che c’è su Facebook non e quello che legge il sito. La vera motivazione per cui penso che avere un blog sia fondamentale è perché costituisce un background, una sorta di cv che ti da credibilità. Il fatto che io sia in questo mondo dal 2013 fa si che le entità, i clienti che lavorano con me, le aziende e i brand abbiano delle basi su cui darmi fiducia. Il mio sito è indicizzato su google, dimostra che lavoro da tanto tempo e crea fiducia per il brand che decidono di ingaggiarmi. Inoltre, trovo che sopratutto per il travel sia importante, perché chi è che non cerca su google prima di un viaggio cosa vedere per esempio a Lisbona o a Londra? Nel travel, lo storytelling è una parte secondo me fondamentale perché lascia traccia del viaggio e delle esperienze dando la possibilità di condividere informazioni utili ai viaggiatori che verranno dopo.

5) Hai già collaborato con qualche Brand?

Assolutamente si. Collaboro con brand, aziende e agenzie di comunicazione quotidianamente, quello di influencer e content creator è il mio lavoro a tempo pieno ed è quello che mi permette di mantenermi, quindi la collaborazione con i brand è alla base della mia attività. Lavoro molto con il travel ma tantissimo anche con il fashion, con il beauty con il food, ultimamente sto sviluppando monte campagne food. Le campagne possono essere di tipo esperienziale quindi un viaggio, oppure compagne di product placement dove tramite contenuti Adv vado a sviluppare campagne su Instagram, per esempio attraverso le stories o i post nel feed.

6) Tra gli aspetti che i Brand considerano per ingaggiarti, che peso viene dato al Blog rispetto al tuo profilo Instagram?

Come ti dicevo non sono tante le campagne che si basano solo sul contenuto del blog, ma molto spesso va ad arricchire dei pacchetti che sviluppo attorno ad un determinato prodotto o un determinato brand. Il pacchetto può comprendere degli scatti su instagram, delle Instagram stories e un articolo sul mio sito, in maniera tale che il pubblico che venga coinvolto e raggiunto da un messaggio sia più ampio nonché diverso.

7) Durante i tuoi viaggi, ti è mai capitata un’esperienza davvero particolare che merita di essere raccontata?

Di esperienze particolari, viaggiando tanto ce n’é davvero moltissime. Mi può venire in mente aver nuotato con gli squali in Poliniesa Francese oppure posso pensare alla crociera che ho fatto l’anno scorso tra i ghiacciai della Patagonia cilena. Sono partita dal Cile dalla città di Punta Arenas ed ho navigato per tre giorni senza connessione ad internet, senza rete telefonica, completamente isolata tra i ghiaccia del sud del mondo arrivando a toccare Capo Horn, che è appunto l’isola più a sud del mondo, fino a raggiungere Ushuaia in Argentina. È stata un esperienza molto particolare, scendevamo alle cinque di mattina con i gommoni per arrivare sotto i grandi ghiacciai vedendoli sciogliere davanti agli occhi, veder cadere questi enormi pezzi di ghiaccio in acqua è stata un’esperienza molto intensa. Anche per me che sono un amante dei tropici posso dire che è stato uno dei viaggi più indimenticabili che ho fatto.

8) Che consiglio daresti ad un aspirante “Travel Influencer” che vuole intraprendere questo mestiere?

Gli direi di non sottovalutare quello che è il mondo del travel e dell’influencer marketing pensando che sia sempre tutta una vacanza. Non è assolutamente così ed è anche difficile, ci vuole molto tempo per imparare a vivere un viaggio a 360 gradi coniugando lavoro e lato esperienziale. All’inizio infatti si viene assaliti da una sorta di ansia della creazione di contenuti, perché ovviamente qualcuno ti ha chiesto di farlo e tu li devi portare a casa. Quindi finisce che l’intero viaggio, l’intera esperienza, viene vissuta attraverso lo schermo dello smartphone o l’obbiettivo della fotocamera. Ci vuole esperienza prima di riuscire ad imparare a dividere le cose, dedicando quindi il giusto tempo alla creazione di contenuti così come a dedicare il giusto tempo a vivere l’esperienza emozionalmente. Anche rilassandosi, perché no’? In questo modo è più facile trasmettere a chi ci ascolta le emozioni che un viaggio sa farti vivere. È una cosa che va imparata e no…. Non si è sempre in vacanza sebbene sia sicuramente uno dei lavori più belli del mondo.

9) Meta preferita?

Vabbè, io sono di parte… sono un’amante del mare, del caldo, del caldo di inverno. Adoro infatti volare al caldo quando qui è Dicembre per una decina di giorni di tintarella. La mia meta preferita come dicevo prima, la Polinesia Francese. E’ stato un viaggio incredibile, un vero paradiso… Uno pensa ad una cartolina. Un viaggio indimenticabile sicuramente, paesaggi meravigliosi, cultura ricchissima ed un mare davvero da favola.

10) Due influencer che secondo te dovremmo intervistare?

Ti do il nome di un uomo ed una donna. Un uomo Stefano Cavada è un food blogger che conosco e stimo moltissimo, che apprezzo tanto. È alto atesino ed è cresciuto davvero moltissimo negli ultimi anni fino ad arrivare a pubblicare un libro di ricette ed ad avere un programma televisivo su La7D lo scorso anno, quindi sicuramente lui. Per quanto riguarda il fashion Elisabetta Pistoni, una ragazza di Vicenza che conosco e stimo molto. Lei Nasce come Youtuber realizzando video di outfit e consigli beauty, è davvero molto brava, molto elegante e molto genuina.

11) Hai un account TikTok?

No.. non ho un account TikTok, e ti posso dire anche il motivo. Sostanzialmente perché non lo so quale sarà il suo destino, non so se potrà diventare una piattaforma dove effettivamente gireranno grossi budget e verranno sviluppate grosse campagne. Tuttavia credo che sia impossibile non solo fare tutto, ma anche saper fare tutto, anzi, penso che il volere per forza espandersi ovunque e comunque sia quasi una sorta di mania e un po’ come una paura di perdere campo. Secondo me quando si vuole fare un po’ tutto si rischia di farlo con mediocrità e la mediocrità non piace a nessuno. Penso che ogni piattaforma abbia il suo target, il suo pubblico ma anche la sua generazione di creators. Attualmente percepisco TikTok come uno strumento per un pubblico estremamente giovane… se mi sbaglio? Non lo so! Lo scopriremo vivendo.

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